Cucina Italiana, l’ITS BACT propone un’Autorità Garante
Dal Senato prende forma l’ipotesi di un’autorità indipendente per fissare standard, criteri scientifici e linee guida per filiera, formazione e sostenibilità
ROMA – Istituire un’Autorità nazionale indipendente per la cucina italiana. Questa la proposta che arriva dal Senato dopo il riconoscimento Unesco dello scorso 10 dicembre e che punta a strutturare in modo stabile la governance e il controllo di uno dei comparti più rilevanti del sistema Paese. L’idea nasce dalla consapevolezza che la cucina italiana è un asset economico globale oltre che culturale, il cui valore complessivo nel mondo ha raggiunto nel 2024 i 250 miliardi di euro, con una crescita annua del +4,5%.
A promuovere l’iniziativa, presentata il 19 Dicembre a Roma nella Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” durante un evento organizzato dall’ITS Academy BACT insieme a FareAmbiente, è stato Aniello Di Vuolo, presidente dell’ITS BACT e dell’Istituto controllo qualità Nhaccp. Il contesto in cui nasce la proposta è quello di un comparto già fortemente strutturato, che può contare su oltre 800 certificazioni Dop e Igp e su un export agroalimentare da record. Una filiera strategica ma complessa, dove produzione, ricerca, ristorazione e formazione convivono e che, proprio per questo, secondo i promotori avrebbe bisogno di un organismo di riferimento capace di coordinare standard, criteri e indirizzi.
Il progetto, elaborato dal Comitato Scientifico dell’ITS Academy BACT, si muove anche sul terreno formativo, con l’obiettivo di preparare professionisti capaci di unire competenze tecniche, attenzione ambientale, sicurezza alimentare e conoscenza del patrimonio gastronomico nazionale. Un profilo che risponde a una domanda crescente del mercato e che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe diventare uno dei pilastri del sistema.
“L’Autorità nazionale indipendente per la cucina italiana – spiega Di Vuolo – dovrebbe definire standard coerenti con la storia, la tradizione e l’identità culturale italiana, valorizzare gli aspetti salutistici legati alla Dieta Mediterranea e alla qualità delle materie prime, integrare criteri di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità, garantire trasparenza e rigore scientifico nei processi di valutazione e rafforzare il posizionamento internazionale del modello gastronomico Italia”.
Per il sottosegretario al Masaf, Luigi D’Eramo, il riconoscimento Unesco dà maggiore forza a tutto il sistema agroalimentare nazionale ed in questo senso l’Autorità vuole essere uno strumento per potenziare e dare concretezza al risultato ottenuto, trasformando il riconoscimento in opportunità economiche e occupazionali.
